Acquisto software vs autovettura: più difficile scegliere il software

Troppi software collegati/integrati, spesso nemmeno realizzati dello stesso produttore, creano strutture complesse e pachidermiche inadatte o, perlomeno, poco funzionali nell’ottica Industry 4.0. E fanno lievitare i costi, diretti e indiretti.

La scorsa settimana, ho accompagnato mio figlio a compiere un importante passo: acquistare per la prima volta un’auto con i suoi denari. E così ho notato un parallelismo tra la scelta di una auto e quella di un software.

PASSO PRIMO: SCEGLIERE PRODOTTO E PRODUTTORE

In base alle sue esigenze, in realtà molto semplici, e, soprattutto, ai suoi gusti, più complessi, ha valutato le possibili candidate optando per un piccolo SUV. Non lo biasimo, in famiglia siamo piuttosto abbondanti. Naturalmente prima di decidere in via definitiva ha anche verificato che prodotto e produttore avessero una buona reputazione e che gli fosse garantita una buona serie di servizi.

Allo stesso modo, anche nel caso del software si è portati a scegliere quello che ci sembra più attinente alle proprie esigenze. E, prima di firmare, ci si informa sulla software house, la sua solidità e il livello qualitativo del suo servizio di formazione e assistenza.

PASSO SECONDO: DECIDERE LE DOTAZIONI

Concluso questo primo, fondamentale, passo, si è concentrato sul configurare il veicolo per renderlo il più possibile somigliante al suo ideale di auto (potremmo parlare di analisi “AS IS – TO BE”). La versione base ha un prezzo tutto sommato interessante e questo ha contribuito alla scelta. Però la dotazione di serie non è stata considerata sufficiente dal quel “nerd” di mio figlio.

Mancano, anche per il papà attento alla sicurezza del figlio, cose tutto sommato importanti, come il Cruise Control Adattivo con frenata di emergenza, o il Grip Control per viaggiare in sicurezza su terreni con poca tenuta (as. strada ghiacciata) o il Controllo dell’angolo cieco, ecc.

Che potremmo paragonare a soluzioni di CRM, DMS, Qualità etc.

Ma mancano anche cose decisamente voluttuarie, come i sedili a regolazione elettrica con memoria e massaggio!!! E altre amenità simili: luci ambiente a colorazione variabile, diffusore di essenze profumate, ricostruzione digitale dell’ambiente circostante (praticamente come avere una telecamera che da sopra il veicolo riprende e mostra tutto ciò che lo circonda) e parcheggio assistito. Alcuni davvero inutili (ad esempio il massaggio sul quale abbiamo discusso diverso tempo), altre che tutto sommato rientrano nell’ottica di avere a disposizione quel che serve, o si desidera, e viaggiare in pieno controllo e rilassati.

Un po’ come poter disporre di strumenti di controllo, analisi e reportistica personalizzati che in una dashboard di BI (Business Intelligence) evidenzino i KPI (gli indicatori chiave di risultato) importanti per quello specifico utente.

PASSO TERZO: SCEGLIERE LA VERSIONE

Insomma, per farla breve, il “ragazzo” compone la sua autovettura e sgrana gli occhioni davanti al nuovo prezzo. Decisamente più importante di quello precedente. E non poteva essere diversamente con tutto quel che ha aggiunto.

Ma ecco: il colpo di scena (e di intelligenza) del venditore, che così ha conquistato la piena fiducia di mio figlio. <<Aspetta, fammi configurare il modello superiore che già contiene nell’allestimento di serie molti degli optional che hai aggiunto>>. Finita l’operazione scopriamo che costa meno (ma vah) prendere una versione già molto completa (contenente tutte le cose importanti) e aggiungere solo quelle più voluttuarie e di gusto personale.

D’altra parte quanto ci costa, nel software, integrare soluzioni aggiuntive?

Alla spesa per acquistarlo va aggiunto il costo dei connettori, che spesso vanno modificati e personalizzati. E, spesso, non tutte le informazioni riescono ad essere recuperate quindi si deve scegliere tra rinunciarvi o replicarle più o meno manualmente. Costi, costi, costi. Costi dovuti ad un progetto inizialmente non perfetto. O, quantomeno, non più attuale.

LA DIFFERENZA, PEGGIORATIVA, TRA AUTO E SOFTWARE

Vi è, però, un’importante differenza tra un’auto e una soluzione software. Nell’auto tutta la componentistica è stata sviluppata dal medesimo produttore o realizzata da terzi al preciso scopo di inserirsi in quella determinata autovettura. Nel software raramente è così.

Alcune software house hanno effettivamente realizzato soluzioni che rispondono a molteplici esigenze (ERP, Accounting, CRM, DMS. Manufacturing, ecc.) altre hanno solo ri-brandizzato prodotti di terze parti integrandole quanto più possibile, altre ancora si sono limitate a creare strumenti più o meno efficaci di interscambio dati.

Un po’ come se, dopo aver acquistato l’autovettura Virgola della marca automobilistica LUX, chiedendo di poter avere il cambio automatico ci si sentisse rispondere di andare dal concessionario della ESTER che, modificando l’albero di trasmissione della vostra auto nuova per adattarlo, vi installa il suo. O, in alternativa, facessero direttamente in LUX l’operazione lasciandovi pensare che quel cambio sia parte integrante dell’auto e non frutto di una modifica potenzialmente soggetta a problemi.

SI PUO’ FARE

Oggi esistono, fortunatamente, autovetture full optional che hanno prezzi accessibili ed esistono anche soluzioni software realmente omogenee, non solo integrate.

Soluzioni il cui database è stato disegnato per contenere tutto quel che può servire. E, su di esso, è stata costruita una struttura completa e rispondente ad ogni esigenza, il che non significa monolitica né non customizzabile. Anzi.

Questa tipologia di soluzione permette, ad esempio, di mostrare analisi di BI direttamente all’interno in una videata operativa, in quanto parti della stessa soluzione software. Di gestire il PLM (Product Lifecycle Management) potendo, in qualsiasi momento, risalire a cosa e quando è accaduto a quello specifico prodotto (asset) e dai suoi eventuali componenti o materie prime. Di essere in grado di governare i BigData come supporto all’attività quotidiana (ad esempio marketing o manufacturing). Tutte cose complesse per molti dei software tradizionali.

Come ho scritto – in quel contesto parlando di studi professionali ma il concetto si estenda alle aziende, in un altro post, io credo che la digitalizzazione sia soprattutto una sfida culturale che coinvolge l’intero organigramma aziendale, a partire dal Top Management.

Subito dopo, però, sarà necessario sapersi dotare degli strumenti giusti. Non necessariamente “trendy”, non obbligatoriamente famosi ma ineluttabilmente funzionalmente completi.

Ecco perché una figura che sarà sempre più importante per le aziende è il consulente per la digitalizzazione. Una figura che aiuti a individuare e colmare i gap formativi, ad analizzare e ottimizzare i processi, a scegliere e implementare le soluzioni informatiche di supporto.

 

Ah, mio figlio l’ha poi comprata l’auto. Arriverà a luglio. Sono curioso di provarla e di scoprire se mi sorprenderà, per qualità e funzionalità, come alcune soluzioni software che sto vagliando in questo periodo.

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